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PIOLTELLO: IN ARRIVO LA LINEA BLU

Di Redazione • 10 ottobre 2020

la metro 4 a pioltello

 

 

 

 

 

 

 

Correva l’anno 1999 , ma se ne parlava da più di un anno, quando veniva ufficializzato il progetto di realizzazione della linea blu della metropolitana che avrebbe dovuto servire l’Università Statale, il Policlinico, Palazzo di Giustizia, l’Aeroporto di Linate e capolinea Pioltello. La notizia veniva pubblicata dal Corriere della Sera esattamente il 24 marzo. Costo duemila miliardi delle vecchie lire e sei anni di lavoro.
ARTICOLO METROPOLITANA A PIOLTELLO L’ obiettivo principale, spiegava l’allora Assessore Giorgio Gioggi, non era tanto quello di servire Linate, ma una vasta area scoperta di servizi e con il prolungamento fino a Pioltello intersecarsi con lo  snodo fondamentale del passante  ferroviario.
Successivamente veniva sancita l’importanza dello snodo ferroviario di Pioltello con l’assegnazione allo stesso di Stazione di Porta.
A vent’anni dall’inizio del nuovo secolo sembra che nessuno si ricordi più di questa mirata e oggettiva pianificazione e ancora una volta il potere economico guida la politica su altri orientamenti.
Quasi tutti abbiamo letto, alla vigilia delle elezioni amministrative di Segrate, l’annuncio in pompa magna dell’allora candidato, oggi Sindaco di Segrate, annunciare l’arrivo della M4 nella sua città.
Ma già negli scorsi anni, quando ancora si ventilava l’insediamento, oggi quasi certo, del Centro commerciale Westfield, sempre sul territorio di Segrate, magicamente la pianificata Stazione di Porta di Pioltello, diventava Stazione di Porta di Segrate.
E’ pur vero che si tratta di orientamenti e programmi ancora lungi dal diventare realtà, ma, ancora una volta, dopo la beffa degli anni settanta, con la fermata della linea 2, prevista a Pioltello, ma dirottata a Cernusco sul Naviglio, si rischia un  altro doppio deragliamento progettale lasciando alla nostra città solo il pericolo di deragliamento dei treni e  il traffico stradale al servizio di Westfield.
Non importa quanti anni saranno necessari, ma occorre fare l’impossibile affinché la città ritorni ad essere meta di queste fondamentali strutture di mobilità per garantirne  uno sviluppo economico e sociale all’insegna della green economia, oggi tanto di moda.

L’auspicio è quello che la concretizzazione di quest’obiettivo possa emulare quello del sogno, durato trent’anni,  dell’interramento della Cassanese, oggi realtà, ma con tempi più adeguati all’era attuale.



 

 

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